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DIFESA PERSONALE
di Emilio Bevilacqua


Quando si parla di self defense, si entra in un campo di tuttologi, dove ognuno dice la sua, dove sono tutti maestri. Ma non e' cosi' semplice. Perche' quando si parla di difesa, come in materia di sicurezza e di protezione, devi capirci davvero altrimenti rischi di essere uno dei tanti; e per capirci davvero devi essere addestrato, inquadrato, formato, indottrinato, ma non sulla carta, sul campo, solo cosi' forse potrai esprimere nei fatti quello che dici a parole.

La capacita' di risposta ad una reale aggressione non e' mai direttamente proporzionale alla nostra indole, per quanto sia forte, come non sara' necessariamente proporzionale all'abilita' raggiunta nelle arti marziali. Faccio un lavoro dove per forza di cose, se non sei del mestiere hai poco da inventare, in questo caso e' lo stesso, in tema di difesa personale il training va gestito con esatta confidenza e onesta'.

Negli anni '90, sono stato pioniere di una disciplina poco conosciuta in Italia, il Kenpo, non parlo di nippon kempo o di shorinji-kempo, parlo di kenpo cinese adattato al metodo americano del kenpo-karate, noto come il sistema flessibile di Ed Parker, ebbene, nonostante sia eccellente nella sua specialita' principale (self-defence), non mi sono mai permesso di indicarlo come metodo assoluto per la difesa personale. Nel 2017, invece, sono stato nominato presidente europeo di KyokushinKai con WKKO, e lo scorso anno ho avuto il privilegio di ricevere il titolo di Saiko Shihan dal Giappone, su designazione di Andrey Soke Coulombe (8Dan) e del mio clan di origine, un titolo vidimato dalla ottava IKO che rappresento, la World Kyokushin-Kai Karate Org di Kancho Seishin Iwashita, presidente del Kaikan di Gifu e autentico samurai della famiglia Iwashita. Ebbene, nemmeno in questo caso mi sono permesso di indicare come assoluto questo efficace stile di Karate.

Non esiste una disciplina o sistema che rappresenti una risposta certa alla difesa personale.

Ci vuole buon senso nelle cose, benche' stiamo parlando di due discipline carismatiche (Kenpo e Kyokushin), non mi sognerei mai di proporle con certezza per un tema cosi' delicato come quello della difesa personale, perche' una cosa e' praticare uno sport, o un'attivita' marziale e un'altra cosa e' vivere la realta'.

In primis: non dobbiamo ingannare lo studente, cosa che vedo fare da tanti, da chi sale sul podio dell'arroganza indicando il proprio stile quale assoluto o migliore degli altri. In secundis: ci vuole competenza e serieta'.

Mi capita mio malgrado di conoscere fenomeni che si muovono come bradipi, maestri che non hanno maestria, e sono purtroppo tanti: mi e' capitato di leggere eresie da parte di istruttori che non hanno mai praticato un solo giorno, vedere incertezza nel dare prova di una difesa reale da parte di molti maestri. Su web, sui social, nelle palestre, vedo docenti che, in assenza di un background salgono in cattedra, inventano titoli e cinture, indossano divise da ninja o mimetiche della domenica, trasmettendo solo cattiva informazione.

Purtroppo, ci sono istruttori che per farsi conoscere si presentano alle kermesse delle arti marziali, fanno una quantita' industriale di foto e acquistano premi, si iscrivono a enti di promozione sportiva per ottenere della carta da esporre in bacheca.

Buon senso, impegno e rispetto sono le prime regole per un praticante di arti marziali, ma se vogliamo imparare veramente a difenderci attraverso di esse allora dobbiamo innanzitutto cercare di valutarle per quelle che sono, pesare ogni beneficio ma considerare i loro limiti, senza falsi percorsi o aspettative impossibili. Se sei un commerciante non sarai mai un bravo maestro, se ti imponi di essere integro e onesto forse lo potrai diventare.

Devi imparare ad osservare ogni dettaglio, e prepararti seriamente, senza pregiudizi, analizzando tutte le prospettive con serieta' e senso critico; devi ascoltare i maestri piu' anziani che qualcosa di certo avranno da insegnarti, senza mai ingigantire nulla che non sia reale, perche' la nostra dialettica e la nostra abilita' personale, come la nostra indole, potranno non essere sufficienti in caso di una vera aggressione.

Se non abbiamo chiaro il problema non possiamo pensare di riuscire a trasmetterlo, se alla base non c'e' mai stato un condizionamento non si puo' sperare di esserne capaci.

Per quanto le arti marziali e i suoi principi siano utili alla crescita e alla formazione dello studente, sono il primo a sostenerlo, per quanto possano disciplinare e dare valore alle nostre capacità€ fisiche e mentali; per quanto alcune attivita' siano utili per una crescita interiore; per quanto certe discipline siano utili a offrire tecniche pressoche' valide per la difesa personale; per quanto alcune di esse siano anche formative dal punto di vista tecnico, mi trovo costretto a precisare che esistono sistemi piu' specifici in direzione di questo tema, in cui la forma mentis risulta essere fondamentale.

Nell'educazione alla "difesa personale" la gestione del panico, dello stress e della paura, strategia, analisi del pericolo e orientamento, sono estremamente importanti, ma soprattutto bisogna restare coi piedi per terra. Fermare un pugno a mezz'aria con la mano e rispondere con un kote-gaeshi e' utopia anche per l'uomo ragno, figuriamoci fermare un attacco di coltello, dove si apre un mondo ancora piu' difficile e complesso di quello della difesa personale. La difesa da coltello e' utopia.

Per quanto si possa dire o fare, il raziocinio insegna che una difesa da coltello certa e sicura non esiste.

Si potranno studiare e analizzare diversi criteri di approccio alla difesa da coltello, mi pare anche fattibile da un punto di vista didattico, ma e' anche vero che esistono situazioni reali le quali superano la buona volonta' degli esperti, e dove perfino un maestro capace farebbe fatica a gestire. Senza considerare le presunte o assurde autodifese che vengono dal fitness, ormai tanto alla moda e piu' che mai lontane dall'essere affidabili in caso di una reale aggressione.

Avere competenza vuol dire anche dimostrare di essere consapevoli, dimostrare con la testa e coi fatti di avere quelle capacita' di analisi e quel raziocinio necessari, perche' gestire una situazione reale richiede una padronanza concreta delle tecniche dove rapidita' e risolutezza devono essere tangibili.

I miei consigli di esperto del settore: essere veloci e determinati, puntare a chiudere le distanze, colpire con forza, con decisione, con ripetizioni, a volte anche spingendo, strattonando, strappando, e colpire con qualunque oggetto o arnese a portata di mano (gunting).

Le tecniche semplici e dirette sono le migliori, i bersagli vulnerabili sono i piu' indicati, i target sono occhi, carotide, genitali, ginocchio, in seconda analisi setto nasale, bocca dello stomaco, tempie, punta del mento, e arcata mascellare. Il modus operandi deve essere concentrato su tattica ed efficacia, devi essere certo dei tuoi mezzi che vanno condizionati con metodo, quindi, condizionamento.

La tecnica innanzitutto, quando insegno lo dico sempre, con un serio percorso e un buon maestro anche una donna puo' passare da vittima a predatore.

Se siamo braccati l'unica direttiva e' "sopravvivere", per questo motivo il sistema israeliano, intendo il Krav Maga "non-commerciale", puo' essere tra quei metodi funzionali a questo scopo, ma sempre e solo se alla guida c'e' un maestro davvero capace e affidabile. Un maestro che non solo faccia andare la dialettica e i bei discorsi, ma che quando si muove dimostri nei fatti quello per cui viene chiamato maestro, e cioe' dimostri "maestria".

Questo vale come principio nel Kyokushin autentico, ma vale anche per qualunque tipo di arte marziale o metodo o sistema di difesa personale.

Se non c'e' maestria non c'e' maestro.

Il Krav Maga commerciale non mi sento di consigliarlo, serve a poco, tuttavia, rimane quello piu' diffuso ed e' facile identificarlo, a vederlo si confonde con una sorta di kick boxing fatta male, oppure di ju jitsu casereccio, che risulta essere inefficace perche' gestito male, e non ha nulla a che vedere con il sistema militare israeliano che nasce con presupposti differenti.

Il Krav Maga israeliano si traduce in una formula di automatismo che il praticante assorbe attraverso mesi di corretta formazione, ma questo non basta, esso va integrato, lo dico per esperienza, con tutto quello che puo' essere valore aggiunto al sistema, e cioe' con altre formule di ricerca e altri sistemi o metodi che siano altrettanto validi. Solo con questa ottica, si puo' pensare di allenare una tecnica rapida che possa, una volta assorbita dallo studente, arginare una reale aggressione, mantenendo lo status mentale che serve in questi casi.

Se rispondiamo solo con istinto possiamo al piu' augurarci di essere fortunati, ma questo non deve accadere, la fortuna non deve mai essere la nostra miglior risposta.

Il metodo israeliano insegna a non affidarci alla fortuna, a rispondere con metodo, condizionamento meccanico, sebbene, premetto che ognuno di noi recepira' il livello di automatismo in modo del tutto personale, ognuno di noi avra' un suo tempo di risposta.

Riassumo le regole fondamentali in tema di difesa personale:

(1) Il condizionamento deve avere strategia e forma mentis, solo in questo caso la risposta potra' essere davvero efficace.

(2) La tecnica e' fondamentale. Al contrario di quanti asseriscono che la tecnica non e' necessaria, vi assicuro che invece la tecnica e' necessaria. La tecnica e' il motore di ricerca di tutte le arti marziali, che diventano il fulcro di qualunque moderno sistema o metodo di difesa personale: affidarsi alla fortuna non e' mai un'opzione, se non so guidare posso mai pensare di portare a termine una gara automobilistica? La preparazione tecnica come quella mentale sono per questo motivo piu' che mai fondamentali per avere e mantenere alte le prestazioni.

(3) La prevenzione e' importante: evitare certi luoghi, o avere una serie di precauzioni, come stringere tra le mani un oggetto tipo le chiavi dell'auto o una penna, allontanarsi da luoghi o da situazioni a rischio, anche velocemente se occorre, e altre forme di prevenzione; ma se siete braccati, se non c'e' via di fuga, si deve essere capaci di portare a termine la gara.

(4) Essere risoluti nel pensiero e nell'azione. Avere dubbi o sensi di colpa non e' un'opzione.

Il mio programma di training nasce nel 2008, quando alla luce di tanti falsi profeti, decisi di preparare, in virtu' dei miei trascorsi militari, un prodotto onesto sulla difesa reale (tactical combat) prevedendo un addestramento progressivo. Il mio obiettivo, codificare un sistema che condizionasse la risposta a fronte di uno status mentale indicizzato che si adatti a situazioni e location, che sfrutti ogni mezzo in direzione del risultato finale.

Il Krav Maga originale nasce con finalita' precise, con lo scopo di fornire in tempi brevi una valida formazione, un bagaglio tecnico povero ma essenziale, dove le tecniche sono sempre le stesse, concatenate tra loro cosi' tanto da condizionarti la risposta.

Secondo me non si finisce mai di imparare, motivo per cui non ci si puo' affidare a un solo sistema, che sia moderno o antico, perche' nella vita tutto cambia. Ecco perche' e' molto importante lasciare spazio all'implementazione del sistema con lo scopo di arricchire il proprio bagaglio tecnico di quel valore aggiunto che sia utile ai fini pratici.

Da un punto di vista tecnico, il mio metodo quindi non potra' essere solo Krav Maga, sarebbe una forte limitazione. Il mio metodo prende spunto dal sistema israeliano come forma di pensiero, ma nasce con esigenze piu' precise, quelle della sopravvivenza, i suoi principi sono strategia e risolutezza, il suo lavoro si basa sulla forma mentis.

Ai fini pratici il tactical combat e' aggiornato tecnicamente con elementi che derivano dalle piu' note discipline quali kenpo, kali, silat, karate e ju-jitsu, ma nella sola espressione che serve.

Il Tactical prevede un training progressivo diviso per categorie:

(1) Difesa donna, con specifiche anti-aggressione, anti-scippo, tecniche shock, e anti-stupro.

(2) Krav junior, per i piu' giovani con tecniche veloci adatte ai corsi di anti-bullismo.

(3) Krav senior, per la difesa reale con un programma definito: 18 colpi shock, 8 basic, 4 cicli di pugilato, liberazioni, manipolazioni, costrizioni, leve, proiezioni, lotta a terra.

(4) KUSD (kali ultimate silat defense), nato sempre nel 2008, viene orientato allo studio dinamico di colpi a mano aperta, tecniche di gomito e ginocchio, con studio finale di bastoni e coltello.

(5) CID (corso interattivo difesa), nasce nel 2013 con specifiche per le forze dell'ordine, in relazione a un progetto comune organizzato da SIULP Varese per indottrinare alla difesa personale le forze di Polizia. Un progetto interessante che come la maggior parte dei progetti in Italia godono di limiti temporali e oggettivi dovuti alle circostanze. Il CID aveva come elementi di studio il Krav maga basico e Ju-jitsu codificato per le specifiche richieste, quest'ultimo essenziale per tutelare gli agenti da un ritorno legale, dove una percossa o un colpo a mano aperta possono causare problemi mentre una immobilizzazione o una chiave articolare no di sicuro.

Nel mio sistema Tactical ho previsto, infine, due categorie che non sono per tutti:

(1) Blade. Destinato a maestri e appassionati del coltello: l'analisi della lama attraverso tipologie, posture e metodi per comprendere meglio la sua pericolosita', uso e maneggio di stilo, drake, leaf, mosquito, uncle, tipper, ice, macho, kabar, ikken, kukri, karambit, ecc.

(2) Rapid tactics. Un metodo di ingaggio rapido espressamente dedicato alle forze speciali, i cui canali di addestramento sono corpo a corpo, coltello, e tiro operativo.

Per quanto questi metodi siano validi, tengo a precisare che non esiste il sistema di difesa migliore, non esiste il metodo di protezione piu' sicuro e affidabile, ma solo un sincero competente orientamento alla difesa personale e una seria educazione alla difesa reale, con la speranza di essere guidati e condizionati da un maestro veramente capace.

Spetta all'individuo alla fine, con le sue personali attitudini e capacita', determinare quale possa essere la miglior risposta in caso di aggressione, solo Lui potra' esprimere il meglio di se' tirando fuori il meglio da un sistema, solo Lui potra' fare la differenza perche' il segreto sta nell'uomo, e mai nel sistema. Come dico sempre: "non esiste un metodo migliore o peggiore, ma esistono solo uomini migliori e altri peggiori".

KRAV MAGA SECURITY